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Occhiali scuri il «pifferaio magico» di Bagnoli, scalzo il bluesman romano prestato al pop. Si parla di censura e rapporto con i fan
Sgabelli, armonica a bocca e chitarre acustiche. Occhiali scuri lui, Edoardo Bennato, il «pifferaio magico» di Bagnoli, a piedi scalzi l’altro, Alex Britti, il bluesman romano prestato al pop. Si è presentata così, in Sala Montanelli, la coppia musicale del momento, a poche ore dal concerto in piazza Duomo per la Notte Bianca. Un’ora di musica unplugged e scambi di battute con cento lettori di ViviMilano. Voci roche e pungenti, quelle di Bennato e Britti, sia quando attaccano «Notte di mezza estate» e «La vasca», sia quando rispondono alle domande dei fan e del critico del Corriere Mario Luzzatto Fegiz. Foto di Massimo Barbaglia (link diretto Corriere.it)
Si parla di censura, e non si può fare altrimenti dopo il duetto in «Signor censore»: «La censura arriva da tutte le parti e può essere molto subdola», dice Bennato, ricordando il suo esordio con la Ricordi e la decisione della Rai di non passarlo in radio. Il motivo? «La mia voce non era abbastanza radiofonica. Due mesi dopo, altri censori pensarono che potessi funzionare come "rappresentante" dell’insoddisfazione giovanile». E il rapporto con i fan? «Splendido», chiosa Britti. Basta intendersi: «Uno paga il biglietto per vedere il concerto. Incontrare i fan può essere una cosa carina se presa a piccole dosi. Quando scendi dal palco, devi staccare. Altrimenti non si finisce mai di lavorare». Fonte: Corriere.it
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