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IL TORMENTONE DI B&B Stampa E-mail

Bennato & BrittiLa "strana coppia" è nata, un po per caso, con la canzone Notte di mezza estate. «Ci siamo divertiti, e adesso facciamo un tour».

Stavolta il tormentone dell’estate è arrivato in primavera ed è nato dall’incontro, felicissimo, di due musicisti come Edoardo Bennato e Alex Britti. Il pezzo si intitola Notte di mezza estate e il debutto ufficiale è avvenuto nel corso del concertone che si è tenuto lo scorso primo maggio a Roma.

L’entusiasmo che si è scatenato negli oltre centomila spettatori ha cementato il rapporto di stima e di amicizia della strana coppia, tanto che all’inevitabile singolo è seguito il progetto di un tour che toccherà arene storiche e molte piazze d’Italia e che ha avuto, alla seconda esibizione del duo B&B, un’altra platea davvero eccezionale, formata dalle 200.000 persone che hanno occupato piazza del Plebiscito, a Napoli, nel corso del galà di apertura del Festivalbar. Insomma, il preludio al successo non poteva essere più rassicurante.

Ed eccoli qui, insieme, i due del tormentone doc: Alex avvinghiato alla sua chitarra – non la lascia mai, forse dorme con lei –, Edoardo abbronzatissimo, apparentemente scontroso, in realtà timidissimo, con gli immancabili jeans e giubbotto sapientemente sdruciti.

  • Forza, allora: raccontate la genesi della vostra coppia…

Parla Alex: «Sembra una battuta, ma nasce addirittura nel secolo scorso, io sono andato a un suo concerto e lui mi ha invitato sul palco, abbiamo cantato una canzone insieme e ha funzionato. Che anno era? Uno degli ultimi degli anni Novanta. Poi lui mi ha ricambiato la visita e, per un bel po’, ci siamo incontrati quasi clandestinamente, facendoci delle improvvisate…».

«Poi c’è stata la presentazione ufficiale», precisa Edoardo, «quando Alex ha suonato la chitarra nella canzone Ogni favola è un gioco, che faceva parte del mio ultimo disco, La fantastica storia del pifferaio magico…».

Interviene Alex: «Poi Edo (gli amici lo chiamano così, anche se non so sino a che punto gli piace) è stato mio ospite al concerto che ho tenuto all’Auditorium Pio di Roma».

Mi sembra di assistere a una partita di ping-pong che diventa vertiginosa quando i due attaccano a raccontare le mille idee che hanno per il "Bennato & Britti Tour 2006". Glielo dico, e loro:

«L’idea di fondo», confermano, «è proprio quella di una "Partita di canzoni", ognuno canta le sue, ma poi invade il repertorio dell’altro, e viceversa. Si va a soggetto come in una specie di jam session… Ma una cosa è certa (è Britti che prende la parola, ndr.): il rock di Capitano Uncino lo faccio io, sia chiaro sin da adesso».

  • Ragazzi, mi sembra che voi due vi stiate divertendo parecchio, o sbaglio?

«Senza il divertimento», precisa Bennato, «sarei andato a lavorare».

«E lo dice seriamente. Al tour, a questa specie di happening musicale tutto chitarra e armonica a bocca, quando Edo si impegna è un perfetto uomo-orchestra. Ci stiamo pensando da un bel po’, però ognuno per conto suo. Appena ce lo siamo detto, via, il tour era già partito».

La stima reciproca è evidente: Edoardo è una preziosa fonte di ispirazione per Alex. E Bennato considera, giustamente, Alex un grande chitarrista, uno dei pochi capaci di far convivere nelle canzoni il blues e il pop, due generi che ritroviamo mirabilmente mixati nella canzone Notte di mezza estate, che hanno scritto a quattro mani. Per questo accennavamo al tormentone doc: il ritmo è incalzante, di quelli che non ti lasciano star fermo, ma non ha la "povertà" musicale né la ripetitività che di solito caratterizza tutti i tormentoni estivi.

«Sarà una festa itinerante», spiegano, «e alla fine di giugno cercheremo di far ballare la Milano che deciderà di tirar mattina nell’annunciata "Notte bianca"».

  • Il discorso del tormentone estivo vi dà un po’ di fastidio, vero?

«Neanche un po’, con questa canzone, anzi questa canzonetta», precisa Bennato, «ci abbiamo giocato un bel po’. Del resto io non ho alternative, per scrivere musica devo attingere alle mie emozioni, o a quelle che percepisco attorno a me. Se poi la nostra evasione nella musica dell’estate farà di ogni serata un carnevale, allora avremo fatto centro!».

«Se tormentone sarà», spiega Alex, «vorrà dire che si può anche ballare e divertirsi senza i trenini della musica sudamericana, o i riff ossessivi di quella nordamericana. Quello che fanno loro va sempre bene e trova ospitalità in spot pubblicitari, stacchetti di veline; noi giochiamo per quelli che ci verranno a trovare durante il tour, o semplicemente ascolteranno il nostro disco».

La canzone dice: «Notte di mezza estate, feste improvvisate, diavoli alle chitarre ma angeli sotto le stelle», e ancora: «Sogno di mezza estate, beati o voi che entrate nel girone degli innamoramenti, miracoli e tradimenti… Forse è l’estate o forse è pazzia».

  • Mi sbaglio o avete di proposito strizzato l’occhio a Dante e a Shakespeare?

Non battono ciglio e confermano: «Hai beccato il vero spirito della canzone, che è davvero un po’ rubata al sommo poeta e un po’ al bardo di Romeo e Giulietta. Abbiamo tentato di dimostrare come possa esistere l’eterna trasformazione del blues, la musica del diavolo che diventa gospel, la musica di Dio; ma non esageriamo, adesso ci stiamo allontanando troppo da questo tormentone nato tra Roma e Napoli, che ci auguriamo unirà lo stivale in un ballo scatenato».

E, dotte citazioni a parte, il ballo scatenato sarà la naturale conseguenza di chi "consumerà" Notte di mezza estate, soprattutto quando nel finale, la musica si scatena e il duo invita: "Batti batti le mani, sbatti i piedi per terra", e si conclude con un’atipica citazione di Modugno con le parole: «c’è qualcosa di speciale in questo cielo blu-dipinto di blues».

  • Questo disco resterà un episodio isolato nelle vostre carriere artistiche?

«Mai dire mai, la voglia c’è, ma poi la vita magari ti fa prendere altre strade. Forse il futuro sta nell’esito di questo tour e nella verifica nel quotidiano che possiamo coabitare».

Certo che nell’incontro tra il ragazzo napoletano del ’49 che festeggerà il suo compleanno il 23 luglio, e il collega romano, classe 1968, i quasi vent’anni di differenza non si notano affatto: l’entusiasmo è il collante della loro professione, così come la ricerca di nuove esperienze. Forse il segreto di questo tormentone doc sta tutto qui.

Fonte: Famiglia Cristiana OnLine - Autore: Gigi Vesigna

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