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Una
buona occasione per ascoltare dal vivo i brani del nuovo disco
“L’uomo Occidentale”, uscito nei negozi il 30 maggio, sarà quello
di assistere ad uno dei concerti che l'artista terrà in tutta Italia
toccando le più importanti località balneari e turistiche italiane
nei mesi estivi per poi proseguire nei principali capoluoghi di
provincia sino ad autunno inoltrato.
Lo
spettacolo sarà articolato in più parti durante le quali Edoardo
alternerà momenti "one man band" accompagnato dai tradizionali
chitarra, armonica, kazoo e tamburello, a momenti di intenso rock
accompagnato da una band composta da sette validi musicisti:
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Chitarra |
Giuseppe Scarpato |
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Chitarra |
Francesco Frullone |
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Cori e chitarra |
Patrix Duenas |
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Basso |
Massimo Ciaccio |
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Batteria |
Gennaro Scarpato |
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Piano e Tastiere |
Raffaele Lopez |
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Sassofono |
Annibale Guarino |
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Il
concerto è proposto da Free Green Music e sarà dedicato all’Ambulatorio
Thiemping Senegal, l’associazione bellinzonese attiva da
anni con importanti realizzazioni medico – sociali e umanitarie
nell’arido nord – est senegalese. |

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Pinguis CDs, Bellinzona

L’UOMO OCCIDENTALE
Il
punto di partenza è sempre la musica.
La
musica è la materia prima, il plasma da cui nascono le canzoni.
E’ la
musica che mi suggerisce il testo, anche se questa fase può durare a
volte parecchio tempo; nel senso che una frase musicale che mi piace
diventa canzone dopo mesi o addirittura dopo anni.
Comunque, quel che è certo è che non parto mai dall’idea di scrivere
una canzone per quello o per quel tal altro argomento. Ripeto, è la
musica che mi conduce ad un’idea di testo e mai viceversa. Per
esempio, è stato l’andamento ritmico e musicale che mi ha suggerito
una frase come “Stop, stop, America” ed in base a questo
input iniziale si è sviluppata l’idea della canzone, e cioè
l’immagine di un’ America che nei miei sogni di adolescente era
associata al rock, a Fantasyland, al juke-box, a cose belle e solari
insomma, all’immagine di una ragazzina dolce e sensibile innamorata
della musica ed attenta a non calpestare i fiori, un po’ Marilyn un
po’ Wendy di Walt Disney e che ora corre il rischio di apparire come
un’anziana signora isterica.
Lo
stesso meccanismo vale per tutte le canzoni di questo album:
Il
primo testo è stato scritto già nell’autunno 1999.
“Gloria”,
è infatti nata da un’idea di Eugenio su una mia frase musicale.
“Gloria
a tutti gli infedeli che portano tra di noi la loro infedeltà!
Gloria
a tutti i mendicanti che portano sotto i ponti la loro libertà!….”
Dell’agosto 2001 è invece
“Non è amore”, e così via via fino all’ultimo testo
“Every day-every night”
completato recentemente, parla di uno dei tanti extracomunitari che
bivaccano e si “arrangiano” agli incroci semaforici.
“Ritorna l’estate”,
nasce da una mia vecchia idea musicale riecheggiante il sound delle
musiche da spiaggia, tipo Beach Boys;
“Bambina innamorata”,
è il reggae jamaicano che diventa bagnolese, così come era successo
con “Nisida”.
“A cosa serve la guerra”,
è una ballata con un’idea di testo di Eugenio:
“A cosa
serve la guerra – diciamo la verità
serve
soltanto a vincer la gara dell’inutilità
A cosa
serve la guerra, la guerra non serve mai
serve
soltanto a trovare rimedi che sono peggiori dei mali”
“Si scrive Bagnoli”,
è stata affidata ai Velvet che ne hanno fatto un
arrangiamento in chiave energeticamente rock…..
“Si
scrive Bagnoli – si legge Only you,
come
quella canzone gettonata di più
nel
juke-box dei desideri
lì
nell’angolo del bar di Viale Campi Flegrei”
“Non c’è tempo per pensare”,
è nata da un’idea di un pianoforte protagonista su un andamento che
via via diventa sempre più ritmico, completata da un arrangiamento
di archi.
“Non so darti torto ragazzino”,
nasce da un’idea ritmica blues con riferimenti a John Lee Hooker,
“Balli e sballi” è
un gioco di parole…
“La
religione è una grande trovata
tra
tutti gli sballi è la più ballata
Balli e
sballi, sballi e balli….”
“A me mi piaci così”
, è un’allegra dichiarazione d’amore in chiave rock’n’roll.
“L’uomo occidentale”,
è nata, testo e musica, in una notte, ed in una notte è stata
completata, il giorno successivo l’ho incisa (20 febbraio 2003).
Nell’album, oltre a queste 14 canzoni, ci sono due tributi.
Il primo a Renato Carosone/Bob Marley,
cioè “’O Sarracino”,
il secondo ad Elvis Presley
“Love me”.
La fase
finale di registrazione agli studi “Splash” di Napoli è avvenuta tra
febbraio e marzo 2003.
La
produzione è di Gigi De Rienzo, mio amico da sempre (ha suonato il
basso fin dai primi album “La Torre di Babele”, “Burattino senza
fili”, ecc.) e quotato musicista e produttore discografico.
Maggio
2003

edoardo bennato
biografia
Il
cortile di Bagnoli, alla periferia di Napoli. E’ il classico cortile
di periferia, in un’area, quella dei Campi Flegrei, dotata di
immense ricchezze termali, archeologiche e paesaggistiche; tanto
verde e persino un’isoletta, Nisida, congiunta alla terraferma
attraverso un pontile artificiale. Ma anche con un’aria tossica, un
cielo innaturale e il mare malato. La grande fabbrica, l’Italsider,
ha inquinato l’ambiente rendendolo insano, desolato ed equivoco come
quello di una metropoli disfatta dalle guerre industriali.
Quel
cortile fu il primo palcoscenico di Edoardo.
E’
stata la madre ad assecondare le attitudini musicali di Edoardo,
Eugenio e Giorgio mandandoli a lezione da un maestro di fisarmonica
un giorno d’estate.
In quel
periodo – eravamo nel cuore degli anni sessanta – alla melodia
napoletana dei vari Sergio Bruni e Mario Abbate, Edoardo preferiva i
suoni della nuova America come un ragazzo di New York, Londra o
Milano. Il juke-box eccitava la sua fantasia. Elvis, Paul Anka e
Neil Sedaka i suoi idoli.
Era il
1970, l’anno in cui furono pubblicati i primi due quarantacinque
giri di Edoardo Marylou e 1941.
Seguì,
dopo una decina di mesi, il terzo, Good bye Copenaghen, tutti incisi
per la Numero Uno. Nel 1973 pubblicò il suo primo album Non farti
cadere le braccia con la produzione di Sandro Colombini; in un
primo momento, l’album doveva chiamarsi L’ultimo fiammifero perché
la copertina riproduceva una scatola di Minerva con un solo cerino.
Alla realizzazione dell’album parteciparono, fra gli altri, Roberto
De Simone, il fratello Eugenio e Patrizio Trampetti che in quello
stesso periodo stavano lavorando al progetto della Nuova Compagnia
di Canto Popolare.
Nel
1974 Edoardo realizzò un altro album, I buoni e i cattivi,
perfettamente in sintonia con il clima che si stava instaurando. Il
nuovo disco ironizzava beffardamente sulla cultura manichea del
perbenismo borghese. Chi sono i buoni? Chi sono i cattivi?
Emblematica la copertina dell’album che raffigura due misteriosi
gendarmi, inquadrati di spalle, vicendevolmente ammanettati. Pochi
sanno che i due erano Raffaele Cascone e lo stesso Edoardo.
Preceduto dal singolo Meno male che adesso non c’è Nerone,
uscì nella tarda primavera del ’75, il terzo l.p. intitolato Io
che non sono l’Imperatore, un altro concept-album. Edoardo
sbeffeggia i potenti prendendo di mira perfino il Papa Paolo VI a
cui dedica un brano Affacciati, affacciati registrato dal
vivo alla Bocconi di Milano durante un concerto gratuito organizzato
dal movimento studentesco.
Grande
interesse suscitò la copertina del disco su cui era riportato il
progetto di Edoardo sulla metropolitana napoletana messo a confronto
con quello del Piano Regolatore predisposto dal Comune di Napoli.
Sulla
copertina dell’omonimo album, pubblicato nel 1976, La Torre di
Babele è raffigurata da un’impalcatura composta da un centinaio
di soldatini, ognuno appartenente ad un periodo storico, dall’uomo
primitivo armato di clava, fino all’astronauta. La Torre, che nella
Genesi rappresenta la massima espressione dell’orgoglio umano,
diventa, nel certosino disegno di Edoardo, un emblematico monumento
alla guerra e alla violenza perpetrata nei secoli dall’uomo contro
la natura e i suoi simili. Intorno a questo tema ruotano i nove
brani dell’album da Viva la guerra a Franz è il mio nome,
da Quante brave persone a Venderò. Ma in
quest’album Edoardo ironizzava anche su se stesso nel brano
Cantautore.
Sempre
nel 1976, Edoardo suonò per la prima volta al Montreux Jazz Festival
(ci tornerà nel 1992 con i Blue Stuff sotto le mentite spoglie di
Joe Sarnataro). Successivamente fu impegnato nel primo tour europeo
che fu preparato dalla diffusione delle versioni in inglese di
Cantautore e La torre di Babele, diventate
rispettivamente Rock’n’roll hero e Tower of Babel.
Ed
eccoci al 1977, l’anno di Burattino senza fili, un lavoro
discografico che costituisce la sintesi di tutto quanto maturato
negli anni precedenti. La favola (di Pinocchio) diventa un mezzo
assai efficace per parlare alla gente semplificando i discorsi,
rendendoli didascalici, senza apparire saccenti come il grillo
parlante. In questa chiave Mangiafuoco è il potere, che
appena nasci ti lega ai suoi fili e ti governa a suo piacimento.
Il gatto e la volpe sono i suoi consapevoli o inconsapevoli
servi.
In una
mattinata di metà marzo del 1980 un colossale TIR con targa belga si
fermò davanti allo stabilimento milanese della Ricordi e tra lo
stupore generale furono scaricati quintali di casse contenenti le
duecentomila copie di Uffà, Uffà, il nuovo album di Edoardo
Bennato.
I
Supercritici si scatenarono: considerata la lunga assenza dal
mercato, durata circa tre anni, il nuovo disco sembrava
povero-povero, senza contenuti, quasi raffazzonato.
Brano
come Li belli gladioli, una specie di salmo cantato in un
allucinante stile chiesastico o come Sei come un juke-boxe
provocarono disorientamento. Altri sembravano assolutamente
ermetici come Avete capito o no, un blues in cui Edoardo
cantava anche: “Ma dove sta scritto? Ma chi l’ha deciso’ E’ una
regola, è una convenzione. Si era sempre fatto uno per volta… ah … e
invece a me piace due per volta…”.
I
giornali, intanto, annunciavo la notizia secondo la quale Edoardo
avrebbe presentato l’ultimo album nel corso del programma televisivo
Variety. E così fu.
Ad un
certo punto della seguitissima trasmissione, viene annunciata la
presentazione dell’ultimo disco di Bennato. All’annuncio, Edoardo e
la sua band attaccarono: “Ciurma!… Questo silenzio cos’è? Sveglia!…
Tutti a rapporto da me… Spugna! Pendaglio da forca…possibile che
nessuno si muove. Sono o non sono il comandante di questa lurida
nave…Sono o non sono Capitan Uncino…”
Sbigottimento generale, confusione generale. Edoardo stava
effettivamente presentando il suo ultimo disco che non era Uffà,
Uffà bensì Sono solo canzonette.
Con
Uffà, Uffà e Sono solo canzonette, Edoardo riuscì a vendere quasi
un milione di copie, rimanendo al primo posto delle classifiche per
molte settimane.
L’immensa popolarità di Edoardo fu misurata durante una tourneè
trionfale che, primo fra gli italiani, lo vide approdare allo stadio
S.Siro di Milano per un memorabile concerto davanti a 70.000 persone
e che successivamente lo portò di nuovo in Europa, con gli
entusiasmanti concerti all’Hallenstadium di Zurigo e al Prater di
Vienna.
Nel
1983 arriva l’accoppiata l.p. + mix di E’ arrivato un bastimento,
album questa volta ispirato alla favola del Pifferaio magico e
prodotto da Garland Geffreys che missa l’album al Power Station di
New York.
Un anno
dopo viene pubblicato il primo live intitolato E’ goal come
l’omonimo pezzo che diventa la sigla della popolare trasmissione
televisiva “La domenica sportiva”.
L’anno
successivo, siamo ormai nel 1985, porta la pubblicazione di
Kaiwanna che segna una svolta nella carriera di Edoardo, che si
spinge decisamente verso l’elettronica.
O.K.
Italia
è il titolo dell’album pubblicato nel 1987, un disco che racconta
una realtà nazionale in apparente espansione economica, ma in forte
crisi di valori. Nell’album è contenuto il brano La città obliqua
che ancora porta Edoardo, laureatosi in architettura, a parlare
della sua Napoli.
Dal
c.d. sono tratti due videoclips; segue una lunga stagione di
concerti che propiziano l’uscita del secondo disco live dal titolo
Edoardo ed un longform video che ne immortala il successo.
A
chiusura di quest’anno particolarmente proficuo, Edoardo suona
all’Apollo Theater nel cuore di Harlem a New York.
L’amore
per il rock’n’roll impregna l’album pubblicato nel 1989 Abbi
dubbi, in cui W la mamma è il brano più noto,
essendo rimasto in classifica per quattordici settimane, ma in cui
spiccano per contenuto e forma brani come ZEN, Vendo
Bagnoli, La chitarra e Abbi dubbi.
L’anno
successivo è quello dei mondiali di calcio ed Edoardo, da sempre
calciatore praticante, vive l’evento da protagonista incidendo con
Gianna Nannini la sigla del campionato Un’estate italiana, il
cui 45 giri rimane in testa alle classifiche per quattro mesi oltre
a fare il giro del mondo.
Nello
stesso anno viene pubblicata la raccolta Rinnegato, un album
in cui Edoardo ripropone molti brani del suo ormai consistente
repertorio in chiave rigorosamente unplugged e precorrendo ancora
una volta le tendenze future.
A
dodici anni di distanza Edoardo pubblica ancora una volta due album
nello stesso anno. Questa volta però la sorpresa sta nel fatto che
il primo dei due c.d. viene pubblicato sotto lo pseudonimo di Joe
Sarnataro. Esce così E’ asciuto pazzo ‘o padrone in cui
Edoardo è accompagnato dai Blue Stuff, poderosa blues band
napoletana. I brani, tutti cantati in napoletano, parlano ancora di
Napoli, dei suoi problemi, della sua lasciva classe dirigente e
della rassegnazione della sua gente. Quando l’album viene pubblicato
nessuno pensa che brani come Sotto viale Augusto, ‘Obilloco
l’acqua e Vutammo pe’ te di li a poco diventeranno di
stringente attualità a seguito della Tangentopoli napoletana.
Dopo
poche settimane viene pubblicato anche Il paese dei balocchi
in cui spiccano brani come Se non ci fosse lei e Tutto
sbagliato baby e presenze musicali di peso come quella di Bo
Diddley, un altro grande bluesman americano che ha suonato con
Edoardo, così come avevano fatto B.B. King e Jeff Healey.
Nel
1993 viene pubblicato il video-album antologico Persone Pulite,
dal titolo ironico che ben si ricollega all’attualità della
tangentopoli italiana.
L’anno
dopo arriva Se son rose fioriranno una grande produzione
discografica che vede la collaborazione di Guido Elmi, in qualità di
produttore artistico, e di due grandi musicisti come Kenny Aronoff e
Steve Farris che conferiscono all’album una gradevole atmosfera
dove le ballate acustiche come Milano e La fiera dei buoni
sentimenti si fondono con il blues di brani come Meglio
Topolino.
Nel
1995 esce Le ragazze fanno grandi sogni. L’album più sofferto
di Edoardo, sicuramente uno dei più belli.
Dieci
canzoni scritte di getto che sono un omaggio al mondo femminile,
canzoni che ripercorrono territori onirici come Afferrare una
stella o la title-track Le ragazze fanno grandi sogni
e che esplorano i meandri oscuri della pazzia come Elogio alla
follia o Cerco il mio amore. Un disco che esprime il più
classico fra i sentimenti ispiratori delle canzoni di tutti i tempi:
l’amore.
Dopo
due anni di intensa attività dal vivo con il quartetto d’archi Solis
String Quartet, nasce, nel 1996, Quartetto d’Archi: una
raccolta di sedici brani registrati e riarrangiati che evidenziano
la particolare adattabilità del repertorio dell’artista in chiave
classica.
Edoardo
ha realizzato un duetto speciale per i brani Troppo Troppo e
Tutti insieme lo denunciam con Katia Ricciarelli, la
straordinaria voce della lirica italiana. Un disco intenso che
regala piacevoli sensazioni ai cultori della musica classica e rock.
Si
chiama Sbandato, il nuovo CD di Edoardo Bennato.
Dopo
una lunga fase di preproduzione tra Napoli e Dublino è stato
definitivamente elaborato e registrato tra dicembre 97 e Aprile 98
negli studi Megaride di via S. Lucia (nel cuore di Napoli ).
Dodici
brani più la traccia interattiva CD-ROM, (in cui figurano le varie
fasi dell’evoluzione creativa, con divertenti filmati in studio
durante le registrazioni e nelle strade di Napoli e d’Irlanda).
Dalla
fusione delle chitarre acustiche ed elettriche e dalla solida
ritmica di basso e batteria nasce il suono dell’album.
Niente
tastiere, solo l’appoggio sonoro degli archi dell’orchestra
Scarlatti di Napoli.
Testualmente “Sbandato” si presenta come un concept album, un disco
che è come un musical: nel loro succedersi le canzoni diventano
tasselli che sviluppano due temi: Il primo tema è quello della
verità. Ci sono due verità, quella che ci rassicura e che fa comodo
a tutti e l’altra, più difficile da accettare.
Il
secondo tema è l’energia, il buon senso e l’istinto femminile come
unico punto di riferimento nella confusione e nello sbandamento
generale.
29
settembre 2000– Viene pubblicata SEMBRA IERI, la prima vera
raccolta dei più grandi successi di EDOARDO BENNATO. Anticipato
dal singolo SI TRATTA DELL’AMORE, SEMBRA IERI, contiene tre brani
inediti (Si Tratta dell’Amore, Sembra Ieri, Taraunta Tatà) e
quindici canzoni riviste e riarrangiate, che raccontano la carriera
di un grande artista.
‘Un
Giorno Credi’ (1973), ‘Meno Male Che Adesso Non C’è Nerone’ (1975),
‘Cantautore’ (1976), ‘Mangiafuoco’, e ‘Il Gatto E La Volpe’ (1977),
‘Il Rock di Capitan Uncino’, ‘ L’Isola Che Non C’è’, e ‘Sono Solo
Canzonette’ (1980), ‘Una Settimana Un Giorno’ (1984), ‘Tu Vuoi
L’America’ e ‘OK Italia’ (1987), ‘Viva La Mamma’ e ‘Abbi Dubbi’
(1989), ‘Le Ragazze Fanno Grandi Sogni’ (1995), ‘Roma’ (1998). I
brani che compongono questo CD, ripercorrono le più importanti tappe
artistiche di Edoardo Bennato: sono tutti successi che fanno
rivivere le emozioni ed i ricordi, come se fossero la colonna sonora
degli ultimi trent’anni.
Nel
giugno 2001, visto il successo di ‘SEMBRA IERI’, è stata pubblicata
"AFFERRARE UNA STELLA", un’altra raccolta che integra la
precedente con altri 34 brani, tutti bellissimi e sicuramente i
migliori, scritti da uno dei più importanti cantautori italiani.
‘Afferrare una stella’
è stato uno dei successi dell’estate 2001, per diverse settimane ai
primi posti della classifica dei dischi più venduti. Nell'album sono
contenute tutte le canzoni degli spot TIM, "Le ragazze fanno grandi
sogni", "L'isola che non c'è", "Fantasia", "Ogni favola è un gioco"
fino all'ultimo, in ordine di tempo, "Afferrare una stella". Un
viaggio musicale splendido ed emozionante corredato da un libretto
di ben 32 pagine con uno stupendo fumetto disegnato da Loredana
Nicosia.
Il 2001 si rivela
un anno particolarmente impegnato per Edoardo Bennato infatti
nell’inverno pubblica la colonna sonora del film “Il Principe e il
Pirata” di Leonardo Pieraccioni che come sempre
ha
voluto accanto a se nella realizzazione delle musiche un artista
importante e famoso. Nella
colonna sonora "Il Principe e il Pirata", oltre
a «Puramente Casuale», brano portante nella parte finale del film,
altre canzoni rivestono un ruolo importante nel film stesso, tra
queste ricordiamo: “E’ stata tua la colpa”, “Tema di Gimondi” (un
brano suonato col kazoo vero tormentone nel film) e “Every Morning”.
Ora,
nel 2003, a distanza di quasi cinque anni dall’ultimo album in
studio, Edoardo Bennato ha pronto un nuovo lavoro di canzoni
inedite. L’album, è anticipato dal singolo “Stop America”, (nei
negozi dal 30 maggio) e sta già riscuotendo un grande successo
radiofonico.
Aprile
’03
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